Dichiarazioni, comunicati e messaggi di solidarietà
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Bloccate il carico e lo scarico delle navi israeliane. Finché Israele non rispetti pienamente il diritto internazionale e metta fine al suo assedio illegale di Gaza.
7 giugno 2010- “Il movimento sindacale palestinese”, soggetto chiave del Comitato nazionale per il "boicottaggio, disinvestimento, sanzioni" fa appello ai sindacati dei lavoratori portuali in tutto il mondo perché blocchino il commercio marittimo israeliano in risposta al massacro operato da Israele di lavoratori e attivisti umanitari a bordo della Flotta per la libertà di Gaza, finché Israele non rispetti il diritto internazionale e metta fine al suo illegale blocco di Gaza.
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La lettera di Luisa Morgantini, gia Vice Presidente del Parlamento Europeo, inviata alla COOP per ringraziarla per la decisione di sospendere approvvigionamenti di merci prodotte nei Territori Occupati Palestinesi ed etichettate come "Made in Israel"
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Signor Presidente,
In occasione del Suo viaggio di tre giorni in Israele, insieme ad otto Ministri, e degli incontri con governo e le Autorità israeliane,
Lei ha giustamente messo in evidenza che la crescita degli insediamenti sono un serio ostacolo alla pace così come l’occupazione del Golan, proprio per questo desideriamo richiamare la Sua attenzione sui seguenti fatti:
- Israele è uno Stato che occupa militarmente, illegalmente, i territori palestinesi da oltre 40 anni (Risoluzione Onu 242), distruggendo la suaeconomia e negando i diritti e la libertà dei suoi abitanti, violando quindi la Quarta Convenzione di Ginevra sui doveri di una potenza occupante;
- L'estensione delle colonie, altrettanto illegali, è continua e il numero dei coloni ha superato i 400.000. Alcuni Paesi europei tra cui l'Inghilterrahanno cominciato ad effettuare controlli stringenti sulle merci importate a marchio israeliano per accertare se provenienti da tali colonie illegali. L'accordo di associazione Israele-Unione Europea, considerando illegali le colonie non prevede che le merci di loro produzione possano usufruire della facilitazioni doganali e condiziona la sua applicazione al rispetto dei diritti umani ma tale clausola viene quotidianamente violata;
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COMUNICATO SEGRETERIA NAZIONALE FIOM
LA FIOM aderisce e partecipa alla marcia per la libertà di Gaza del 31 dicembre, insieme a oltre 1500 partecipanti da tutto il mondo, di cui oltre 600 da paesi europei. Invita a sostenerla con iniziative anche in Italia. Aderiamo all'appello lanciato da un'ampia coalizione di personalità internazionali, europee, palestinesi e israeliane per realizzare questo evento storico e per dire con forza che LA COMUNITA INTERNAZIONALE DEVE AGIRE PER FAR RISPETTARE LA LEGALITA' INTERNAZIONALE E I DIRITTI UMANI, PER METTERE FINE ALL'ASSEDIO.
Lo scorso anno, il terribile attacco israeliano contro la popolazione di Gaza, fu condannato dalle coscienze nel nostro paese; negli stessi giorni del 2009, ricordiamo che ancora un milione e mezzo di palestinesi sono costretti a vivere nell'oppressione, in una prigione a cielo aperto.
Non possiamo abituarci né rassegnarci ad un assedio che, violando tutte le leggi internazionali e i diritti umani fondamentali, impedisce il libero movimento di merci e persone, comprese quelle malate, bisognose di cure; sottrae le risorse essenziali per la salute, lo studio, il lavoro e una vita dignitosa.
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Meeting nazionale della campagna di
Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni per la Palestina
Pisa, c/o Rebeldia, 3-4 ottobre 2009
Noi organizzazioni italiane riunite a Pisa nel meeting nazionale del 3-4 ottobre 2009, abbiamo aderito alla campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni su Israele per il rispetto della legalità internazionale, dei diritti umani e del diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra, al ritorno e alla libertà. Ci impegniamo a diffondere consapevolezza in Italia sulla campagna e sui fatti relativi al regime israeliano di apartheid, colonialismo e occupazione. Sottoscriviamo il documento di Bilbao compilato nell'ottobre 2008 da organizzazioni Palestinesi, Spagnole, Europee ed Israeliane progressiste, che riconosce nella campagna BDS una modalità necessaria per concretizzare la solidarietà ai Palestinesi e promuovere una pace giusta in Medioriente, e attribuisce la leadership della campagna alla società civile palestinese.
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