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Gaza Freedom March
Gaza Freedom March: Cronaca e alcune considerazioni politiche

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Premessa - La delegazione di Action for peace/ECCP si è trovata, per motivi organizzativi relativi al cambio obbligato di programma della GFM dell'ultimo minuto, divisa in alberghi di due zone del Cairo, molto distanti tra di loro: centro e Piramidi, con le conseguenti difficoltà di comunicazione e relazioni, oltre che, per chi era più lontano, di partecipazione ad alcune occasioni di incontro comune al centro. Questo resoconto è stato redatto sulla base di una prima bozza prodotta da Marco De Luca (Piramidi) e inviata a tutta intera la delegazione il 13 gennaio. Vi hanno contribuito tutti coloro che lo hanno voluto, delle “Piramidi” prevalentemente (il che spiega anche perché comincia dal 28, giorno di arrivo del gruppo “piramidi”, mentre un'altra parte della delegazione era già arrivata al Cairo a partire dal 25) e del “centro”. Pur essendone state fatte 5 successive stesure non pretende di essere esaustivo. Viene proposto come contributo alla discussione.

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Gaza Freedom March di Francesco Andreini

Sappiamo già tutti quale fosse l’obiettivo principale della marcia (rompere l’assedio) e sappiamo che l’obiettivo principale non è stato raggiunto. Forse però siamo riusciti a rompere il silenzio che ad un anno esatto dall’aggressione di “Piombo Fuso” e dalla strage conseguente (a quella ma anche alle precedenti e successive operazioni) continua a circondare la tragedia del popolo Palestinese. Non farò il riassunto di tutto il viaggio, che tra l’altro ha anche avuto momenti piacevoli di conoscenza del luogo (siamo stati alloggiati n un albergo con la vista sulle piramidi di Giza) e di relazioni con i partecipanti alla marcia (per la maggior parte sconosciuti fino alla prima riunione del gruppo) ma parlerò dei momenti più significativi, compresi gli episodi che sono stati riportati in Italia da alcuni organi di informazione. (a) La composizione del gruppo (circa 1400 partecipanti, di cui la metà organizzati da Code Pink, associazione con sede negli USA) (b) la “concessione” del governo egiziano di far passare parte del convoglio e (c) la manifestazione del 31 dicembre (d) il rapporto ricevuto da due dei partecipanti alla marcia che sono entrati nel “lager Gaza”.

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Verso Gaza: Due interviste

Verso Gaza pdf

 
Gaza Freedom March nei giornali egiziani
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Gli attivisti della Gaza Freedom March rifiutano di tacere!

C/S, Cairo, 1 gennaio 2010
Action for Peace - Italia

Gli attivisti della Gaza Freedom March rifiutano di tacere!

La delegazione italiana di Action for Peace alla Gaza Freedom March, assieme alle delegazioni provenienti da tutto il mondo, ha marciato nelle strade del Cairo il 31 dicembre in solidarietà con il popolo palestinese, per chiedere la fine dell'assedio di Gaza, la fine dell'occupazione israeliana, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani. Anche se il corteo è stato immediatamente bloccato e alcuni attivisti sono
stati feriti dalla polizia egiziana, siamo riusciti a mantenere un sit-in per circa 8 ore nella piazza del Museo Egizio, rinominato dai manifestanti "Piazza Gaza Libera". A mezzanotte ci siamo riuniti di nuovo in Tahrir Square e abbiamo composto una scritta di solidarietà per Gaza con le candele . Oggi, 1 gennaio, abbiamo manifestato invece davanti all'Ambasciata Israeliana, raccogliendo la simpatia e il sostegno morale dei passanti.

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Free Gaza, in tutti i sensi

di Amira Hass

La partenza da Ramses Street al Cairo, con circa 20 bus, è stata fissata per la mattina di lunedì 28 dicembre. Tuttavia gli organizzatori  e le organizzatrici della Gaza Freedom March sanno che i bus non arriveranno. Proprio come la domenica notte, i bus noleggiati da un gruppo di attivisti/e francesi non sono mai arrivati al loro punto di partenza – la via Charles de Gaulle del Cairo, vicino all’Ambasciata francese e in diagonale con lo zoo. 

Nella settimana precedente alla marcia, il ministro degli esteri al Cairo ha chiarito che ai manifestanti non sarebbe stato permesso di entrare a Gaza. Anche i battelli sono misteriosamente scomparsi dal Nilo sabato sera.. Le autorità egiziane sapevano che decine di attivisti e attiviste intendevano imbarcarsi e accendere candele per segnare il primo anniversario dell’attacco di Israele su Gaza e le 1400 persone uccise. 
Un totale di 1361 persone sono venute al Cairo da 43 paesi per partecipare alla Gaza Freedom March, 700 solo dagli Stati Uniti, molte di più di quante previste inizialmente. Era partita come una piccola iniziativa. Poi il gruppo femminista e pacifista Codepink la fece propria, e gradualmente si estese ad altri paesi.

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Lettera di Haidar Eid e Omar Barghouti sulla Gaza Freedom March

Cari organizzatori e partecipanti alla Marcia per la libertà di Gaza,

dopo molte esitazioni e discussioni, vi scriviamo per chiedervi di rifiutare il “mercato” cui siete arrivati con la dirigenza egiziana (attraverso la sig.ra Mubarak). Questo è un cattivo accordo per noi e, ne siamo profondamente persuasi, terribile per il movimento di solidarietà.
 
Inizialmente, pensavamo che se dei rappresentati della quarantina di Paesi avessero potuto recarsi a Gaza e partecipare a una marcia simbolica con i palestinesi, questa avrebbe potuto trasmettere un messaggio all’opinione pubblica mondiale, nostro obiettivo principale.
 
Tuttavia, dopo aver ascoltato la conferenza stampa del Ministro degli Esteri egiziano la scorsa notte su Aljazeera e il  modo in cui ha descritto l’accordo nei dettagli, pensiamo senza alcuna ambiguità che questo compromesso è troppo pesante, portatore di divisioni e distruttivo per il nostro lavoro e i nostri contatti con i differenti movimenti di solidarietà a livello internazionale.

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The Cairo Declaration

Noi, delegati internazionali riuniti al Cairo durante la Gaza Freedom March 2009, come risposta collettiva ad un'iniziativa della delegazione Sud Africana, dichiariamo:

In considerazione di quanto segue:

  • l'attuale punizione collettiva che Israele infligge ai Palestinesi attraverso l'occupazione e l'assedio illegale di Gaza;
  • l'occupazione illegale della Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, e il proseguimento della costruzione illegale del muro dell'Apartheid e delle colonie;
  • il nuovo muro che stanno costruendo Egitto e USA che addirittura rafforzerà l'assedio di Gaza;
  • il disprezzo per la democrazia Palestinese mostrato da Israele, USA, Canada, Unione Europea ed altri dopo le elezioni Palestinesi del 2006;
  • i crimini di guerra commessi da Israele durante l'invasione di Gaza un anno fà;
  • la continua discriminazione e repressione che i Palestinesi affrontano all'interno di Israele;
  • la continuazione dell'esilio per milioni di rifugiati Palestinesi;
  • tutti i suddetti atti di oppressione trovano fondamentalmente origine nell'ideologia sionista che è alla base di Israele;
  • sappiamo che i nostri governi hanno dato ad Israele diretto supporto economico, finanziario, militare e diplomatico, consentendogli di agire con impunità;
  • e memori della Dichiarazione ONU dei Diritti dei Popoli Indigeni (2007)
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Lo striscione mosaico per Gaza nelle strade del Cairo

Non è arrivato a destinazione lo striscione mosaico con le foto da tutta l'Italia per la Gaza Freedom March, ma ha girato per le strade del Cairo. Di seguito una foto di Agence France-Presse:

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in prima pagina:
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e sotto i sette poster che componevano lo striscione: 
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Che il governo egiziano consenta il cammino della Gaza Freedom March

Le Autorita Egiziane hanno comunicato ieri 20 Dicembre che non intendono aprire il valico di Rafah per permettere agli oltre 1300 partecipanti da 42 paesi, di entrare nella Striscia di Gaza per la Gaza Freedom March. La motivazione addotta è la tensione in corso al confine con l'Egitto. A questo proposito il comitato organizzatore della marcia, dopo aver sentito i coordinamenti nei vari paesi, invita a proseguire il lavoro avviato e a tutti i partecipanti di recarsi al Cairo, come previsto, nei prossimi giorni.

Vi invitiamo ad accogliere anche l'indicazione di esercitare una pressione sulla Ambasciata Egiziana in Italia, che abbiamo incontato nei giorni scorsi, attraverso una valanga di mail.

La Gaza Freedom March è una espressione di solidarietà verso la popolazione di Gaza, un richiamo alla emergenza umanitaria in corso, e un forte richiamo al rispetto per il diritto internazionale. Manda la tua email all'Ambasciata Egiziana:

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Da tutt'Italia la solidarietà per Gaza

Alcune delle foto inviate per la campagna "To Gaza, With Love". Verranno utilizzate per comporre uno striscione mosaico per portare la solidarietà di tutt'Italia alla Gaza Freedom March il 31 dicembre 2009.

Gaza ha bisogno di azioni concrete di solidarietà da parte di tutte/i.

Ecco come fare per dare un tuo contributo.

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