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Giustizia e pace in Palestina/Israele

30 marzo: Giornata della terra in Palestina - Giornata globale di azione nel mondo

L'attacco israeliano su Gaza, con la sua scia di orrore, sangue e distruzione, ha riportato alla ribalta quella che Nelson Mandela ha definito la questione morale numero uno del mondo: la Palestina.
L’assedio e i bombardamenti, le uccisioni dei civili, l’uso di armi illegali, l’occupazione illegale di territori palestinesi, la costruzione del muro che evidenzia un regime di apartheid, la discriminazione verso i cittadini e cittadine palestinesi di Israele, la distruzione dei campi coltivati, le limitazioni all’accesso ai servizi essenziali (acqua e elettricità, istruzione e sanità) sono gravi violazioni del diritto internazionale e crimini contro l’umanità...

Nessun bisogno di sicurezza autorizza e giustifica questi comportamenti. La guerra contro Gaza ha massacrato civili e territorio, non cancellato Hamas
Israele deve essere fermato
Come ogni altro Stato del mondo responsabile di tali violazioni
non deve godere dell’impunità finora concessale

Ce lo chiedono: la legge internazionale, la nostra coscienza, le società civili palestinese e israeliana impegnate da anni nella resistenza nonviolenta

La forma più recente è una campagna in tutto il mondo per il boicottaggio, il disinvestimento, le sanzioni nei confronti di Israele (Campagna BDS), di cui condividiamo le caratteristiche:

  • è istituzionale: non intende colpire persone ma la politica di Israele, finché non rispetterà il diritto internazionale e i diritti delle persone;
  • si adatta al contesto: chi aderisce decide le pratiche più adatte da adottare nella propria società;
  • mira ad informare le persone  sull'illegalità della colonizzazione e dell'occupazione, del  muro e dell'apartheid in Palestina, sui crimini commessi contro la sua popolazione.

La “questione militare” è al centro della nostra attenzione, perché:

  • il “business” delle armi non è un qualsiasi “affare”, ma  distrugge vite e civiltà; aziende italiane e   multinazionali cooperano con quelle israeliane che producono armi;
  •  il redditizio commercio delle armi avviene spesso in violazione delle norme esistenti, come la legge 185 e il codice di condotta europeo;
  • il nostro Governo ha stipulato nel 2003, e il Parlamento ha votato nel 2005, un accordo quadro di cooperazione militare  con Israele che rende di fatto il nostro paese complice della politica israeliana di distruzione e di guerra; 
  • Israele, unico in M.Oriente a detenere armi nucleari, anche se non lo ammette,  non ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare: è un pessimo esempio per tutta l'area,
  • a Gaza nel 2008 Israele ha commesso crimini di guerra - denunciati internazionalmente - e  sperimentato armi micidiali, oltre che illegali, come le bombe al fosforo, le Dime (esplosivo con metallo inerte denso), oltre all’uranio impoverito nelle testate di bombe e missili.

Per questo, in occasione del 30 marzo, giornata della terra per i palestinesi,  giornata di azione globale del Forum sociale mondiale, chiediamo sostegno e partecipazione alla seguenti azioni:

  • adesione al ricorso depositato presso la Corte Penale Internazionale da 40 avvocati di vari  paesi  per il riconoscimento di Israele come responsabile di crimini di guerra;
  • iniziative in fabbriche che cooperano con aziende israeliane nella produzione militare
  • richiesta di sospensione dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele finché Israele non rispetti il diritto internazionale e i diritti umani della popolazione palestinese

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